domenica 17 gennaio 2016

Un mese da celiaca-intollerantealattosio-allergicaalievito-addottadaglialieni-ateadecaffeinata



Ho iniziato da poco, per problemi di salute a dir poco ignoti, una cura di purificazione. Detto così fa tanto anime giapponese, o Kill Bill, ma è molto meno figo e costa un casino.
Ad ogni modo, già di mio negli anni, da brava ex BimbaJabba, ho imparato a mangiare poco e niente, che non si sa mai, potrebbe anche piacermi.
Quando il medico mi ha detto che avrei dovuto mangiare ancora meno ho avuto quel piccolo e leggero crollo mentale che penso avrebbero avuto tutti.
La mia dieta, parola che mi fa venire una gran depressione, è quella che faceva Tom Hanks in Castaway, solo che a me il pallone per non rattristarmi non me l’hanno dato, e non sono su un’isola tropicale.
Non posso mangiare:
a)    Il Glutine, questo alimento che mi ha sempre incuriosita. Mi chiedevo cosa fossero questi intolleranti al glutine, dove vivessero. Ma si trasformano con la luna piena? Che lingua potrebbero mai parlare? Invece, pare che siano persone decisamente sfortunate,almeno dal mio punto di vista, perché per loro nei supermercati non c’è un cazzo. Ma a questo ci arriverò dopo.
b)   Il lievito. Nessuno si sofferma mai a pensare in quanti alimenti ci sia il lievito. Possibilmente, nello schermo del pc che state guardando C’è DEL LIEVITO. Solo che non lo sapete. Lo sapreste se, come tanta gente molto più sfortunata di me, doveste sempre leggere le scrittine in piccolo dietro il prodotto. Che poi, l’Italiano, nella lista degli ingredienti, devi sempre andarlo a cercare. A volte dubiti proprio esista! Mettono lingue come il bulgaro, il mandarino, il Klingon, e infine l’italiano, ma è stampato male e non leggi bene se c’è questo maledetto lievito o no.
c)    Latticini. Questa è la parte più dolorosa. Avete mai visto Cip&Ciop agenti speciali? Avete presente Monterey Jack? Quello che diceva con aria sognante “Foooormaaaaggio…”, ecco, io sono la versione femminile, con baffi acconciati in maniera diversa.
d)   Lo zucchero. Okay. Anche qui non mi ero mai resa conto di quante cose contenessero zucchero, pensavo di evitarlo già abbondantemente mettendone poco nel caffè ma ero in errore.
Quindi. La prima settimana è andata. Mi sono nutrita di mozzarella senza lattosio, che ha lo stesso gusto di quella Santa Lucia, il che un po’ mi inquieta, ma costa quanto una retta annuale ad Hogwarts.
Non potendo mangiare né il pane né i miei amati creakers integrali, ho dovuto trovare dei sostituti. Anche qui torna in ballo Tom Hanks.
Eh sì, perché ho ribattezzato i miei surrogati, “I creakers modello Tom Hanks in Philadelphia”, dato che hanno più o meno lo stesso colorito del povero protagonista poco prima di morire.
I biscotti del mattino non sono solo friabili, sono fatti di sabbia cinetica, si sfaldano ma si muovono dentro la tua bocca quasi avessero vita propria.
Trovare al supermercato cose che non contengano uno di questi elementi o, speranza vana, tutti è decisamente difficile. È stato più semplice recuperare il Vello d’oro.
Per fortuna, proprio ieri, ho incontrato un simpatico gestore di un negozietto bio, proprio dietro casa, che conosceva perfettamente l’alimentazione depurativa, pare vada molto quest’anno, come Hansel in Zoolander.
Mi ha venduto un paio di chicche, e io gli ho dato praticamente la retta bimestrale alla scuola di flauto per la figlia, per aver comperato dello zucchero particolare e delle gallette di riso e Quinoa.
Ah, dimenticavo, mi nutro quasi solo di Quinoa, tanto che ho deciso di chiamare così la mia primogenita.
Per chiudere in bellezza, pare che il 90% dei miei problemi sia dato dallo stress, quindi mi hanno dato dei calmanti naturali per sedare la mia natura iperattivaiperbolicaiperbea.
Mi hanno dato varie cose, tra cui delle gocce che, per quello che dice il sito internet, possono curare qualsiasi cosa. Irritazioni, sfoghi allergici, stitichezza, vene varicose, sindrome premestruale, febbre, lebbra, la sindrome di asperger. Come bere Lourdes in gocce.
Il risultato è che sì, sono effettivamente più calma, mi muovo alla moviola e colgo piccole cose che prima non vedevo. Sapevate che ho cinque dita in una mano e cinque nell’altra? Pazzesco.
Solo che nel sonno questi calmanti naturali danno degli strani effetti, infatti sono sette notti, come in The Ring, che sogno riti pagani e orgiastici, baccanti e adoratori di Prìapo. È come se i miei cinque anni al liceo classico si fossero fusi con un film di Rocco Siffredi e Eyes Wide Shut, con una spolverata di David Lynch, qua e là.
Insomma, mentre evito di germogliare sogno solo una cosa. Un buon bicchiere di vino alla fine di questa epica avventura biologicascrematasenzagrassiaggiunti.
Sperando di sopravvivere.


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